Making of a Drive-in: La signorina delle prenotazioni

Prenotatevi alla signorina delle prenotazioni: 366 456 16 11 (ore 17:00 > 21:00).

5 commenti (+add yours?)

  1. sartoris
    ago 30, 2010 @ 15:32:34

    ciao amici, ho intravisto delle foto della presentazione su FB cui però non ho accesso (essendomi io cancellato dal social forum mesi fa per sopraggiunta overdose:-). Sareste così gentili da inviarmele? Eh, che dici, Pierpa’?

    la mia mail è sempre la solita: omar.dimonopoli@libero.it

    cheers!!!!

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  2. pierpierpy
    ago 30, 2010 @ 15:47:15

    Maccerto, gringo!
    Mi faccio dare gli originali dai fotografi, che tanto su Facebook sono solo tre le foto della presentazione. ;)

    (credo che farò anche un breve video con le mie registrazioni comunque)

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  3. Trackback: Tra il dire e il fare c’è di mezzo il fare « La Casa Dei Giochi
  4. enrico cito
    ago 31, 2010 @ 13:37:05

    appello a daniele!
    subito le foto su flickr per gli asociali networker. please!

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  5. enrico cito
    set 03, 2010 @ 10:35:50

    allora,
    un po’ per sconfiggere la noia da custode di una mostra periferica, un po’ per sconfiggere i buchi nella mia memoria storica (storicamente non granitica) ho deciso di riportarvi alcune notizie che i viandanti pellegrini visitatori della mostra di piastrelle e cantri e falli innamorati mi hanno regalato.

    è appena andato via cosimo, un bracciante taciturno sulla quarantina con gli occhi squillanti. mi ha detto:
    - che la statua della “mattona ti la crazia” forse è custodita dai cappuccini
    - che al piano inferiore della chiesetta vi era una scritta grande grande che recitava con un fascio littorio “viva il duce”
    - che il piano superiore ha ospitato gli albanesi nei giorni successivi agli sbarchi del ’91… e successivamente è stata murata
    - che i lavori di restauro della chiesa sono stati quanto meno dozzinali perché:
    • un tempo il passamano delle scale che portano al piano superiore era fatto di pietra viva e non di metalli anonimi vari ed eventuali,
    • la pavimentazione era fatta di chianche vissute e non di marmo levigato e piatto,
    • le porte al piano terra non erano quattro ma solo una aperta verso il paese e le altre tre pareti erano bucate da finestrucole,
    • il livello della pavimentazione del piano terra era molto più basso in principio di almeno 50 cm.

    poi qualche giorno fa è anche venuto un signore che faceva rodia di cognome e che generosamente mi ha raccontato di militari che andavano a pescare le rane nel canale reale e mi ha detto che la chiesa della madonna delle grazie era un deposito di bici “bianchi” per i bersaglieri che addomesticavamo.

    chiaramente censuro i sessantenni che mi raccontano i filoni espletati dove i nipoti fino a qualche giorno fa facevano gli sporcaccioni.

    ecco quanto.
    sarebbe bello condividere queste storiellette.
    i francavillesi ci stanno raccontando storie che non sono sui libri di storie, no?
    funziona.
    magari poi le comunichiamo al dottor cafueri
    gradirà.

    il pleut
    ec

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